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venerdì 8 luglio 2011

L'Aquila "esiste" ancora


E' da settembre dello scorso anno che non ritorno a visitare L'Aquila. Volevo andarci questo fine settimana, purtroppo non mi sarà possibile. Il video e l'articolo ( l'ho riportato in fondo a questo post) , racconta a mio avviso, non solo la cronaca di ieri, racconta molto di più: come sia difficile vivere in territorio dove i problemi post terremoto persistono oltre due anni dal quel 6 Aprile 2009. Probabilmente chi come me non vive lì tutti i giorni, non può capire l'esasperazione, la solitudine e forse la "stanchezza".
Mi è venuta una gran voglia di tornare a trovarvi, aquilani.
Non posso fare molto, se non passare ogni tanto nella vostra città.

Francesco, provo a passare a metà agosto. Prepara la "stanza" degli ospiti. Stammi bene e sei tra i colleghi più bravi che abbia conosciuto. Lo dico onestamente, tanto lo sai che a dirlo, non ci "guadagno" nulla io e non ci "guadagni" nulla te. Ciao.

Ben diversa l'atmosfera della manifestazione dell'anno scorso a Roma da quella di ieri.

Forse gli anniversari delle "botte" non portano bene, forse sarebbe stato meglio scegliere un altro giorno. Forse un'altra ora. Forse gli aquilani stavano lavorando, forse erano stanchi, forse siamo stanchi, forse erano in ferie, forse erano a farsi una lampada, forse alla fine dei giochi stanno, stiamo bene così. Forse si sta solamente accentando all'Aquila, come nel resto del paese, la realtà e forse ha ragione Ennio Flaiano quando dice "Accettando la realtà ci si crede di fare il proprio bene, invece si prolunga la propria schiavitù". Forse i palloncini e la scritta "Complici" alla sede del comune e l'immagine del sindaco Cialente che urla contro alcuni manifestanti come si urla dietro ai ragazzini che hanno fatto una marachella potrebbe essere un soggetto degno di un film del maestro Monicelli, ma forse per completare la sceneggiatura ci vorrebbe il sindaco che sfila, claudicante, tra i manifestanti e dietro di lui cartelloni e striscioni che inneggiano, anche in maniera violenta e volgare, contro di lui. E' successo, all'Aquila, succede anche questo.

Un manifestante, notoriamente focoso, urla contro il gonfalone del comune "Andate via, il Comune è come la regione. Sono due anni che non fanno niente".

Questo è il preludio, poi la manifestazione è riuscita a partite con centinaia di persone, tra le quali molti studenti, che pacificamente hanno raggiunto il palazzo della regione percorrendo a ritroso i binari morti della metropolitana di superficie che non è mai stata completata e non ha mai portato da nessuna parte, ieri compreso. Infatti la regione era chiusa. Cancelli sbarrati e polizia di fronte ai cancelli. Poi le uova e palloncini con acqua colorata contro i vetri. Poi le parole dal furgoncino contro Letta, Chiodi, Cicchetti e il comune. Un signore con la sua bandiera nero verde seduto, ormai stremato, su un prato. Poi tutti a casa.

L'Aquila è stanca. Forse.

(Fonte: www.quotidianodabruzzo.it articolo di Francesco Paolucci)


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