Quando ho conosciuto Giuliano, non sapevo che era comunista o che si definiva tale. Scopriamo insieme a lui, nell'intervista che segue, cosa scrive e perché nel suo blog.
Quando nasce e perché il blog?
Nasce a Ottobre dello scorso anno. Il perché sono tre motivi essenzialmente e mi dilungo (purtroppo per i lettori): Inizio con il dire che io sono comunista. Essere Comunista oggi è molto difficile. Nonostante oggi le idee di Marx e degli altri pensatori (sia marxiani che marxisti) siano tuttora attuali e tragici nello stesso tempo, viviamo un periodo di indifferenza, ignoranza e violenza in cui tutta la società sembra riconoscersi e che non vuole sgrollare via. Le cause, secondo me, sono molteplici: viviamo un periodo di paura, di una perenne paura, dentro un recinto, una cortina di ferro in cui l'individuo pensa solo a sè, alla sua famiglia. E mentre Kant diceva che individuo e famiglia sviluppavano un concetto di Stato, oggi quest'ultimo concetto non è necessario.
Un secondo motivo, che è causa ed effetto anche del primo, è la mancanza di ideologie; anzi per evitare fraintendimenti, di un concetto vero di alternativa. Questo ha permesso che gli individui siano lasciati a sè stessi, e alimenta il senso di non farcela, un ipercriticismo verso gli altri. Oggi questo si chiama apolitica.
Ora il mio blog vuole invece "ribaltare la frittata". Se politica vuole significare "abile e astuto comportamento per raggiungere un determinato fine", ognuno di noi al giorno d'oggi dovrebbe essere politico, anche coloro che dicono di essere "apoliticizzati". Se invece Politica (non a caso con lettera maiuscola) vuole essere "tutto ciò che riguarda la vita pubblica", allora qui la società si divide in due categorie. questa divisione ha come borderline la frase della filosofia greca "L'uomo è un animale politico"; se l'uomo non si interessa di Politica, è semplicemente un essere che mangia respira dorme e muore, mentre chi si interessa cresce interiormente, mentalmente. il mio blog vuole essere un mezzo, una chiave perchè la Politica è in ogni nostra scelta, in ogni momento. Come dice un operaio nel film "Mimì il metallurgico" di Lina Wertmuller, "anche quando scegli le mutande, fai una scelta politica".
Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono. (Cecità, di Josè Saramago)
Perchè hai scelto una citazione di Saramago e in particolare del libro cecità di Saramago, nel sottotitolo del tuo blog?
Saramago mi ha colpito già alla prima lettura. Inizialmente per il suo stile di scrittura, molto strano per uno che è abituato alle virgolette nei discorsi diretti. Leggendolo, ho apprezzato di più la profondità dei suoi libri. E Cecità è il suo apice letterario e quella frase per me rappresenta la nostra società odierna, dove tutti vedono ma non riescono ad analizzare ciò che accade, un po' perché resi ciechi dai governi, dai pregiudizi, ma soprattutto perché ci rendiamo ciechi con l'indifferenza, con la superbia, con l'avarizia veniale. Quindi, adatta al mio scopo che ti ho raccontato prima.
L'idea di Coltrinaux di pubblicizzare i blog sul suo blog? è matto?
E' invece una bellissima idea. Non a caso si chiama Web, cioè "Rete". Internet e i suoi strumenti (dai primi esperimenti a Facebook) sono nati per questo motivo, per metterci in contatto. Dunque la tua idea è l'essenza del mondo virtuale
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